Bisognerebbe imparare a far meglio con meno

30 Ago

Nel mio precedente articolo ho parlato di quanto sia importante scegliere in modo razionale le fonti d’energia, associando, a tal fine, il livello energetico della fonte a quello dell’uso finale.

Ma, prima ancora di occuparci di come scegliere la fonte d’energia con la quale far fronte ad una nostra esigenza, dobbiamo porci l’obiettivo primario, quello cioè di rendere minimo il nostro fabbisogno di energia.

Per far questo il nostro approccio al problema deve essere logico, razionale: occorre quindi iniziare dalla testa del problema e non dalla coda!

Consideriamo, giusto per fare un esempio, il caso di un’abitazione privata: come prima cosa il progettista dovrebbe scegliere in modo corretto l’esposizione dei vari ambienti alla luce solare (ambienti esposti a sud sono più illuminati dal sole e quindi hanno meno bisogno di luce artificiale), poi dovrebbe curare la scelta dei materiali di costruzione, la composizione e lo spessore delle pareti, la posizione dei caloriferi (molto spesso questi elementi sono posti in modo da scaldare più l’aria esterna che quella interna), un razionale sistema di distribuzione delle acque (l’acqua da destinare allo sciacquone, per esempio, andrebbe tenuta distinta da quella destinata ad altri usi più “nobili”), e così via.

Analogo procedimento andrebbe seguito in materia di rifiuti: prima ancora di occuparci di come smaltirli (inceneritori o discariche) ci si dovrebbe preoccupare di renderne minima la produzione.

Un semplicissimo esempio: da anni assistiamo ad un sempre più crescente consumo di acqua da bere in bottigliette di plastica, con la conseguente produzione di una quantità impressionante di plastica da smaltire. Sarebbe sufficiente che in alcuni luoghi dove questo consumo è davvero notevole (ospedali, uffici, mense aziendali) le macchinette distributrici di bottigliette d’acqua venissero sostituite con semplici distributori d’acqua corrente.

Il problema della società nella quale viviamo, basata sull’usa e getta, sta proprio qui: come può infatti un sistema fondato sul consumo volere rendere minimo il bisogno di energia e la quantità di rifiuti?

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