La consuetudine non annulla la realtà

12 Set

Com’è noto, l’arma più potente della propaganda, largamente utilizzata dalla pubblicità, è quella di ripetere ossessivamente lo stesso concetto, confidando sul potere dell’abitudine: a furia di sentir ripetere sempre la stessa cosa le persone sono portate a ritenere che ciò che viene continuamente affermato, specie se proveniente da un’autorità, corrisponda alla verità.

Non a caso Goebbels, vero maestro nell’uso dell’equivoco, sosteneva che “qualsiasi bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà gradualmente in verità”.

Il risultato di quest’antica tecnica è che col tempo sono nate e si sono sviluppate tante falsità, spacciate per verità, che in alcuni casi hanno addirittura sostituito le verità effettuali.

Secondo il metodo scientifico, invece, “vero” significa “verificabile” e non esiste alcuna equivalenza fra la semplice affermazione di una cosa e la verità del suo contenuto. Un’affermazione è vera solo se, sottoposto a verifiche, il suo contenuto viene confermato dal loro esito positivo.

E non ci si meravigli troppo della diffidenza e del sospetto che da sempre, nel nostro Paese, circondano la scienza.

Non è un caso infatti se il nostro è il Paese dove si è tenuto il processo a Galileo, vale a dire proprio all’inventore del metodo scientifico.

Ed è proprio a quel lontano episodio che va fatta risalire l’origine della mancata affermazione nel nostro Paese del pensiero scientifico, unico antidoto contro il veleno delle false verità.

E quando penso a Galileo mi viene sempre in mente quel che diceva Arthur Schopenhauer: “l’universalità di un’opinione non costituisce né una prova né un motivo che la rende probabile”.

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2 Risposte to “La consuetudine non annulla la realtà”

  1. Laura settembre 12, 2011 a 7:17 pm #

    condivido su tutta la linea. purtroppo oggigiorno si ritiene che se una cosa è fatta, detta, ripetuta a più non posso allora sia da ritenersi vera, giusta, non criticabile.
    nulla più sbagliato… e nulla di più pericoloso…

  2. Alessio settembre 12, 2011 a 8:35 pm #

    E’ molto interessante, a questo proposito, ciò che sostiene Max Weber sull’etica protestante e la società del capitale. Non è un caso, infatti, che un problema molto simile al nostro ce l’abbiano gli spagnoli, anche se loro stanno cercando in qualche modo di risolverlo e credo che ci riusciranno.

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