Il Paese di “Guardie e ladri”

13 Set

Le continue, e inutili, richieste di dimissioni indirizzate da più parti al nostro presidente del Consiglio mi fanno venire in mente il film “Guardie e ladri” di Monicelli.

In questo film c’è infatti una scena che da sempre ritengo esemplifichi in maniera perfetta una certa mentalità italiana, quella che sta dietro a queste continue richieste di dimissioni: si tratta della scena in cui Aldo Fabrizi, la guardia grassa che non riesce, a causa della sua mole, ad acciuffare Totò, il ladro magro che scappa per sottrarsi alla cattura, chiede a questi di fermarsi, per essere così aiutato (dal ladro!) ad adempiere il proprio dovere di guardia.

L’aspetto paradossale e per questo comico di questa scena sta proprio nel fatto che la guardia chiede al ladro di contribuire a farsi arrestare!

Le guardie dovrebbero invece pensare a fare le guardie, vale a dire ad acciuffare i ladri e smetterla di illudersi (o di sperare) che questi rinuncino, solo perché glielo si chiede, a far di tutto per evitare di essere acciuffati!

Il ladro Totò, scappando, fa esattamente ciò che, da ladro, è logico che faccia: cerca di sottrarsi alla cattura.

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