Ma perché parlare straniero?

30 Set

Sempre più spesso – in particolare nel mondo della comunicazione – si ricorre all’uso di parole straniere per indicare cose per le quali esistono le parole italiane.

Capisco l’opportunità, l’importanza di arricchire la nostra lingua – la lingua è una cosa viva – ma quello che proprio faccio fatica a capire è cosa c’entri questo con l’abitudine di ricorrere a parole straniere (soprattutto inglesi) quando esistono parole italiane che indicano esattamente la stessa cosa.

Ma che senso ha scrivere “opening soon” anziché “prossima apertura”, “since 1990” anziché “dal 1990”?

Un conto è arricchire il nostro vocabolario con termini stranieri per indicare, quasi sempre con un’unica parola (la capacità di sintesi è tipica delle lingue anglosassoni) qualcosa per cui non esiste un equivalente termine italiano – è il caso di “film”, “sandwich”, “bar”, “air-bag”, “day-hospital”, “blog”, “computer”, “brunch” – un altro è ricorrere a termini come “happy hour”, “assist”, “ticket”, “welfare”, “social card”, “versus”, “trend”, “security”, anziché utilizzare le parole italiane che indicano le stesse cose (nell’ordine: aperitivo, passaggio, biglietto, benessere, carta sociale, contro, tendenza, sicurezza).

In alcuni casi questa mania dà origine ad un’altra bizzarra abitudine: l’italianizzazione impropria di termini inglesi dei quali s’ignora la derivazione dal latino, la nostra lingua madre.

Emblematico a tal proposito è il caso del verbo “implementare”: questo verbo, che sta per “attuare”, “realizzare”, “mettere in esecuzione”, viene spesso usato nel senso di “ampliare”, “incrementare”, per indicare cioè qualcosa che nulla ha a che vedere col suo reale significato; forse non tutti quelli che lo usano a sproposito sanno che il verbo “implementare” – preso dall’inglese “to implement” – ha la sua origine prima nel termine latino “implere” (riempire, compiere, attuare), dal quale lo hanno tratto gli inglesi.

Credo che in molti casi dietro questa smania di usare a sproposito termini stranieri ci sia una serie di fattori psicologici, alcuni fra loro collegati: un mascherato complesso d’inferiorità, il bisogno di atteggiarsi a ciò che non si è, una mentalità provinciale, la sciocca illusione di ritenere che l’uso di un’espressione inglese dia, come per incanto, più valore alla cosa nominata.

A proposito del rapporto fra “nome” e “cosa”, val la pena di ricordare le immortali parole che Shakespeare fa dire a Giulietta: “Cos’è un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo, così Romeo, se non si chiamasse più Romeo, conserverebbe quella cara perfezione che possiede anche senza quel nome””.

La grande verità che il grande poeta inglese ci ricorda è che in ogni caso quel che davvero conta, al di là del nome che utilizziamo per chiamarle, è la sostanza delle cose.

Non è certo facendosi chiamare “escort” che una ragazza che vende il proprio corpo rende più presentabile quello che fa!

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2 Risposte to “Ma perché parlare straniero?”

  1. Laura settembre 30, 2011 a 8:46 pm #

    Condivido, ma credo che sia ancora peggio chi parla con termini stranieri senza saperne il significato… o ignorandolo volutamente…
    C’è gente che qui nel nostro Paese dice ‘Che bello, è arrivato il week!’ intendendo il week-end… Peccato che senza ‘end’ si parli di settimana, non di ‘fine-settimana’… 😀

  2. Alessio ottobre 1, 2011 a 9:39 pm #

    Quando iniziai a studiare lo spagnolo mi meravigliai del fatto che in Spagna non c’è affatto un uso così incontrollato di termini stranieri. Col tempo capii che l’esistenza di un Accademia della Lingua Spagnola che pubblica dizionari e grammatiche era alla base di questo non uso di anglicismi.
    In Spagna non si dice “computer”, ma “ordenador”; non si dice “film”, ma “película”; non si dice “basket”, ma “baloncesto” e via discorrendo. Forse rimane “bar”, e considerando quanto tempo gli spagnoli passano al bar non mi meraviglio! La parola “café”, però, per indicare appunto “bar” resta molto utilizzata.
    La lingua è una cosa seria e in Spagna questo lo sanno bene!

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