A proposito di responsabilità

7 Ott

La Storia del nostro Paese mostra come gli italiani cerchino sempre di evitare di assumersi responsabilità, anche quelle che risultano proprie del ruolo che occupano nella società.

Da qui la tendenza a delegare ad altri la soluzione dei problemi (anche dei propri), la perenne attesa del miracolo, la ricerca dell’uomo forte, al quale affidare le sorti del Paese.

Come succede a molte parole, anche a “responsabile” vengono attribuiti significati diversi, a seconda del contesto nel quale questo termine viene utilizzato.

Nelle leggi, per esempio, “responsabile” significa “destinatario di sanzioni”.

In generale, il significato che nel nostro Paese viene attribuito al termine “responsabile” è quello di persona che, per la posizione che occupa, dirige un settore di attività.

Quasi mai, però, il “responsabile” è chiamato a rispondere delle conseguenze delle decisioni che prende nell’esercizio delle sue funzioni.

Si tenga presente che, molto spesso, fra il momento in cui un “responsabile” prende una decisione e quello in cui si manifestano le sue conseguenze può passare parecchio tempo (anni).

Risulta utile, a questo proposito, vedere cosa intendeva Max Weber quando parlava di etica della responsabilità.

In estrema sintesi, secondo Weber l’etica della responsabilità presuppone che il “responsabile” agisca sempre tenendo conto del rapporto fra i mezzi ed i fini e, soprattutto, delle conseguenze del suo agire.

Ma quali sono le cause che hanno fatto sì che nel cervello degli italiani s’impiantasse il seme della deresponsabilizzazione?

Credo non si possa non tener conto del ruolo – a mio avviso decisivo – giocato a tal riguardo dalla Chiesa cattolica, vale a dire dalla più pervasiva forma di potere esistente in Italia e, in particolare, dalla geniale invenzione della confessione.

Se in poco più di trent’anni la tv commerciale ha condizionato il modo di pensare degli italiani – la gran parte dei quali si forma un’opinione proprio attraverso la tv – come si fa a non rendersi conto dei danni causati da duemila anni di potere della Chiesa cattolica?

Come si fa a non rendersi conto del significato, e delle conseguenze, del processo subito da Galileo?

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