A proposito di sviluppo

1 Nov

Far presente quanto sia assurdo – ed anche pericoloso – continuare a credere all’idea di una crescita senza limiti viene interpretato da parte di molti come il segno di un pensiero contrario al progresso, contrario allo sviluppo.

Niente di più sbagliato.

Le misure che da qualche anno vengono proposte da parte di alcuni studiosi vanno invece esattamente nel senso di un vero progresso, di un vero sviluppo (tanto l’uno quanto l’altro però non misurabili di certo attraverso il banale PIL).

Puntare decisamente sulla conoscenza, investendo somme importanti nella scuola e nella ricerca (non solo in quella applicata), favorire in tutti i settori di attività lo sviluppo delle capacità: ecco alcune delle misure che andrebbero adottate senza ulteriori indugi.

Quello sul quale dovremmo poi riflettere tutti quanti è il fatto che i problemi che caratterizzano gli anni che stiamo vivendo (ambiente sempre più inquinato, materie prime sempre più care, rifiuti in costante aumento, sanità vissuta come fonte di guadagno più che come sistema finalizzato alla cura) impongono un deciso cambiamento dei nostri comportamenti, a partire da quelli di tutti i giorni.

La domanda cruciale che ci dovremmo porre è: il modello di vita adottato in questi anni ha prodotto più vantaggi o più svantaggi?

Sono anni ormai che viviamo in mezzo ai rifiuti, che mangiamo cibi avvelenati, che respiriamo aria irrespirabile: siamo sicuri che ne valga proprio la pena? Ci siamo mai chiesti se stiamo vivendo in modo intelligente l’unica vita che abbiamo a disposizione?

Si parla tanto dell’importanza di un uso efficiente delle risorse, ma quello di cui non ci rendiamo conto è che la prima risorsa che bisognerebbe che imparassimo ad usare in modo più efficiente è quella più importante, vale a dire la nostra vita.

Quando parlo della necessità di cambiare decisamente i nostri comportamenti, penso che come prima cosa dovremmo imparare a ragionare tenendo conto di quello che succede dopo, delle conseguenze delle nostre azioni, proprio come si fa quando si gioca a scacchi.

Dovremmo liberarci da tutti i vincoli superflui, tanto da quelli impostici dall’esterno quanto da quelli che ci imponiamo da soli.

Dovremmo imparare a non sprecare, ma questo significa che prima ancora dovremmo ridefinire la nostra scala di valori, le nostre priorità.

Un concetto che a tal proposito dovrebbe entrare nelle nostre teste è che se una cosa non va fatta, perché superflua, perché farla rappresenterebbe uno spreco di risorse, è perfettamente inutile sprecare tempo e denaro per stabilire come farla nel modo più efficiente possibile; la cosa più intelligente da fare è una sola, non farla! Che senso ha infatti fare bene una cosa inutile? Nessuno!

E bisognerebbe infine tener conto che in periodi come questo, in cui assumono un ruolo fondamentale la conoscenza, la capacità di governare i fenomeni, servono i saggi.

Uno sviluppo intelligente richiederebbe che i saggi partecipassero attivamente alla vita pubblica, che la competenza facesse da guida alle scelte che incidono sulla vita dei cittadini; la “cosa pubblica” non può essere lasciata nelle mani di incapaci, di cialtroni, di intrallazzatori.

Come diceva infatti John Belushi in “Animal House”, “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”.

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2 Risposte to “A proposito di sviluppo”

  1. Alessio novembre 1, 2011 a 7:54 pm #

    Ho sempre detto che “Animal House” è un gran film!

  2. Laura novembre 1, 2011 a 10:49 pm #

    Un pezzo davvero bello… Bravo…! 🙂

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