A proposito di democrazia

2 Nov

La democrazia, com’è noto, è quella forma di governo che si basa sul consenso dei cittadini; questi, attraverso il voto, affidano a dei loro rappresentanti (quelli che ottengono la maggioranza dei voti) il compito di governare.

Quello che però non è altrettanto noto è il fatto che la democrazia, perché sia realmente tale, presuppone la presenza di tre elementi caratterizzanti: 1) il popolo deve essere effettivamente depositario di poteri; 2) la partecipazione dei cittadini alla vita politica deve essere libera; 3) il popolo deve avere la maturità politica necessaria.

In mancanza di questi tre presupposti, le forme di governo, anche se nominalmente democratiche, della democrazia possiederanno soltanto la facciata esteriore, destinata a nascondere la cruda realtà: il potere per il potere.

Se consideriamo la situazione italiana, possiamo vedere che:

a) il popolo è sostanzialmente privo dei poteri che in democrazia è previsto che abbia; tutto quello che può fare è mettere una croce su un simbolo, dando con ciò ad altri il potere di nominare persone di loro gradimento, ma prive del consenso dei cittadini, che così si trovano ad essere governati da persone che nemmeno conoscono, verso le quali non hanno espresso alcuna preferenza;

b) i cittadini non sono affatto liberi nella loro partecipazione alla vita politica; in tanti casi il voto, vale a dire l’unica occasione che i cittadini hanno di partecipare attivamente alla vita politica, è strettamente vincolato da uno stato di bisogno in cui (non a caso) versa e viene mantenuto il cittadino-elettore; in un simile stato di cose, in cui il cosiddetto voto di scambio costituisce una pratica di fatto ormai istituzionalizzata, i cittadini partecipano alla vita politica in condizioni di assoluta non libertà, essendo la mancanza di bisogno il principale presupposto per poter essere considerati liberi;

c) dei tre elementi che caratterizzano una democrazia, questo è quello forse più critico; in un Paese storicamente privo di senso civico (Franza o Spagna, purché se magna), che per di più non investe come dovrebbe nelle due principali istituzioni chiamate a formare cittadini responsabili (la famiglia e la scuola), dove il numero dei cittadini che leggono regolarmente un quotidiano è vergognosamente basso (per non parlare di quelli che leggono almeno un libro al mese), è evidentemente impensabile che il popolo possa essere in grado di partecipare responsabilmente alla vita politica, con la necessaria maturità politica.

La forma di governo di questo Paese è pertanto una democrazia soltanto da un punto di vista formale.

Nella sostanza avviene, anche in questo caso, un fenomeno tipico degli anni in cui viviamo: la mancanza di legame fra “significanti” e “significati”.

Chiamiamo infatti democrazia una forma di governo che democrazia non è, essendo quella nella quale viviamo una forma di governo priva degli elementi che caratterizzano la democrazia.

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