Alcuni problemi non hanno soluzione (almeno nel mondo reale)

22 Nov

Sono in molti nel nostro Paese a pensare che a tutto ci sia rimedio, che per ogni problema esista una soluzione.

Ancora più numerosi sono quelli che ritengono che dopo ogni errore sia possibile ritornare alla situazione precedente e ricominciare daccapo, come se nulla fosse successo, come se la vita desse la possibilità di cancellare ciò che si è fatto (come si fa premendo il magico tasto canc della tastiera dei pc), come se nella vita reale esistesse la possibilità della remissione (cioè della cancellazione) dei peccati, concessa ai credenti attraverso il sacramento della penitenza.

Queste credenze, vere e proprie fonti d’istigazione all’irresponsabilità, portano come necessaria conseguenza a non valutare con la necessaria attenzione l’importanza delle scelte che si presentano davanti a noi nel corso della vita.

In un processo, qualunque esso sia, sono le prime le scelte fondamentali, quelle che determinano il percorso successivo; è risaputo, per esempio, che per gli esseri umani sono fondamentali i primi anni di vita, quelli in cui vengono poste le basi del loro futuro.

Quel che non si riesce proprio ad accettare è il fatto che la strada che percorriamo è a senso unico e che nel percorrerla non ci è concessa la possibilità di tornare indietro.

Non avviene, per esempio, quello che succede nel caso dell’abbottonatura della tonaca dei preti.

Anche in questo processo i primi passi sono fondamentali per la buona riuscita dell’operazione, ma in questo caso esiste la possibilità di ripetere il percorso: se i preti non stanno ben attenti a verificare che il primo bottone risulti infilato nella prima asola, il risultato dell’operazione sarà inevitabilmente negativo ma, una volta resisi conto dell’errore commesso, possono sempre ripetere l’operazione (perderanno solo un po’ di tempo).

Nella realtà, nella dura e cruda realtà, dobbiamo fare i conti con la nostra vita di esseri umani e questa, purtroppo per tutti noi, è un percorso pieno di vincoli, di impedimenti, dove sono tanti i momenti in cui siamo chiamati a fare delle scelte e se non lo facciamo (per paura, per impreparazione, per ignavia) subiremo inevitabilmente le conseguenze delle scelte che altri avranno fatto al nostro posto.

Dobbiamo soprattutto fare i conti col fatto, tanto vero quanto duro da accettare, che nella vita reale, esattamente come nel caso delle equazioni algebriche di secondo grado, esistono problemi senza soluzioni.

Com’è noto, infatti, le equazioni il cui discriminante è negativo sono prive soluzioni (almeno nel campo dei numeri reali).

Se ci viene richiesto di calcolare le radici reali di un’equazione algebrica di secondo grado, verifichiamo subito, prima di ogni altra cosa, se il discriminante è negativo. Se lo è, non sprechiamo il nostro tempo: facciamo presente a chi ce l’ha posto (magari non lo sa) che il problema non ammette soluzioni.

In modo analogo, se ci viene presentata come un vero affare la proposta di finanziare la realizzazione di un innovativo sistema di produzione di energia, verifichiamo come prima cosa che l’energia prodotta dal sistema propostoci non superi quella massima consentita dalle leggi della termodinamica. Se ciò non dovesse avvenire, rifiutiamo senza alcun indugio l’affare propostoci.

Sarebbe infatti come aspettarsi che, a temperatura e pressione costanti, avvenga spontaneamente una reazione che implica un aumento dell’energia libera, che è lo stesso che aspettarsi che in un campo gravitazionale un corpo aumenti spontaneamente la sua energia potenziale.

Insomma, è come aspettarsi che un parlamento nelle mani di soggetti che rappresentano determinati interessi possa promuovere leggi contrarie a quegli interessi di cui quei parlamentari sono espressione.

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Una Risposta to “Alcuni problemi non hanno soluzione (almeno nel mondo reale)”

  1. Alessio novembre 22, 2011 a 8:48 pm #

    “Pumello-gassetta”; come insegna Govi.

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