Viviamo in un Paese debole, privo di anticorpi

8 Dic

In occasione dell’arresto di Michele Zagaria (capo del clan dei “casalesi”) molti hanno sottolineato la capacità della camorra d’infiltrarsi nelle istituzioni e di questo fatto ne hanno parlato come se si trattasse di una notizia.

L’infiltrazione della criminalità organizzata (in particolare di mafia e camorra) all’interno delle istituzioni dello Stato italiano, non solo in quelle della politica ma anche in quelle della cosiddetta società civile (con particolare riferimento alle banche, agli ospedali ed alle organizzazioni imprenditoriali), è infatti un dato ormai da tempo assodato, per cui non si capisce dove stia la notizia.

C’è da dire piuttosto che anche in questo caso gli inviati delle televisioni italiane non si sono fatti sfuggire l’occasione di porre agli abitanti del luogo dove viveva l’arrestato (vale a dire del luogo dove l’unica autorità riconosciuta da chi ci abita è quella della camorra) le solite, idiote, domande: lei lo conosceva? che tipo era? cosa ne pensa?

Ma si può?

Quello che però nessuno fa notare è che il dato che dovrebbe far riflettere non è che la criminalità si infiltri nelle istituzioni, ma che le istituzioni di questo Paese si lascino infiltrare con tanta facilità dalla criminalità.

Il male più grave di cui soffre l’Italia non è tanto quello di avere una criminalità organizzata così potente, quanto piuttosto quello di avere una classe dirigente (politica e imprenditoriale) ed una società civile così facilmente permeabili al malaffare.

Ed è proprio questa permeabilità che, da sempre, rende così potente la criminalità organizzata che opera nel nostro Paese.

Un Paese serio, dotato di una società civile degna di essere definita tale, non avrebbe per esempio consentito che certi personaggi acquisissero il potere di cui godono, li avrebbe messi al bando, li avrebbe emarginati.

La storia italiana, sia quella meno recente che quella di questi anni, è ricca invece di episodi che evidenziano come le istituzioni, come la società “civile”, abbiano sempre intavolato trattative con le associazioni criminali, in particolar modo con mafia e camorra, che in tal modo sono state, di fatto, accreditate dello status di vere e proprie controparti.

Se un virus riesce a stabilirsi all’interno di un organismo è perché quell’organismo è debole, privo dei necessari anticorpi.

Così come sta all’organismo che viene a contatto con un virus combattere questo pericoloso “ospite”, allo stesso modo sta allo Stato, in tutte le sue manifestazioni, combattere le varie forme di criminalità organizzata.

Il fatto è che, in alcuni (non rari) casi, la criminalità organizzata non è un ospite indesiderato, anzi.

Nella realtà, infatti, pezzi della cosiddetta società civile italiana non solo non evitano di venire a contatto con la criminalità ma anzi la cercano, amano esserne contagiati.

Il male esiste, fa parte del mondo nel quale viviamo (allo stesso modo di come la notte fa parte del giorno, l’inverno dell’anno) e quindi è perfettamente inutile, oltre che stupido, pensare che non avrebbe il potere che ha solo se non esistesse.

Sta a noi limitarne il potere, imparando a combatterlo ogni giorno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: