I cretini complicano le cose, gli intelligenti le rendono semplici

25 Gen

Per descrivere il berretto di Charles Bovary, Flaubert ha impiegato quasi mezza pagina.

Mezza pagina per dirci semplicemente che Charles Bovary era uno stupido.

Ho sempre considerato questo dato come la conferma, forse quella più evidente, del fatto che per descrivere ciò che è brutto, insignificante, stupido occorrano molte più parole, molto più tempo, molta più energia che non per descrivere ciò che è bello.

Ciò che è bello richiede poca energia per essere descritto, bastano poche parole (ovviamente quelle giuste) per rendere a chi legge la sensazione che si prova osservandolo.

Ma, soprattutto, ciò che è bello è semplice, non richiede l’aggiunta di altri elementi per essere abbellito, è bello di suo.

Il modo migliore per gustare un pesce (che, ovviamente, deve essere freschissimo) è al naturale, senza inutili condimenti (solo un filo di un buon olio extra vergine d’oliva leggero).

Come ho avuto modo di verificare in tante occasioni, la caratteristica che più di ogni altra contraddistingue un incapace è quella di essere naturalmente portato a complicare le cose, ad aggiungere sempre elementi superflui, inutili, a volte fuorvianti, col risultato di appesantire senza alcun motivo, di rendere inutilmente complicato ciò che in realtà è semplice.

Non a caso la prima delle sue “Lezioni americane” Calvino l’ha dedicata alla leggerezza, nella convinzione che il compito dello scrittore sia quello di togliere peso, senza però per questo perdere in precisione, in determinazione.

Ricordo sempre le parole del mio professore di latino e greco sull’importanza di lavorare di lima; l’arte sta nel togliere, nel liberare le cose, nel liberarci, da tutto ciò che non serve, dal superfluo.

Si tratta di un’arte difficile, poco praticata, nella quale ci si deve confrontare con i più pericolosi degli individui, gli imbecilli, individui che in natura tendono sempre a prevalere, come Fruttero & Lucentini hanno evidenziato in un loro divertente, e serio, libro del 1985.

Un recente esempio di che cosa sia l’arte di rendere semplici le cose, di come sia semplice il bello (anche se raro, poco probabile, e proprio per questo importante, ricco di valore), ce l’ha fornito alcune settimane fa Lionel Messi, in occasione della vittoria per 3 a 2 del Barcellona contro il Real Madrid.

Il passaggio, di una semplicità assoluta, col quale Messi ha messo Xavi in condizione di fare gol è geometria pura e in natura niente come la geometria è in grado di rendere evidente il bello (la bellezza è armonia, è giusta proporzione).

Simplicitas summa virtutum, dicevano gli antichi romani.

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Una Risposta to “I cretini complicano le cose, gli intelligenti le rendono semplici”

  1. notourworld gennaio 26, 2012 a 12:42 pm #

    Non so se si tratti davvero di cretini, ma credo che sia buona usanza anche evitare l’opposto, cioè non semplificare eccessivamente, non dare giudizi affrettati e non generalizzare, come ha fatto un viceministro di mia conoscenza.

    (E)

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