Brevi riflessioni sulla democrazia

5 Mar

Un elemento che molto spesso chi sostiene il valore della democrazia tende a non considerare, a volte quasi a rimuovere, è che la finalità delle votazioni è quella di stabilire cosa fare.

Ovviamente, prima ancora di stabilire cosa fare, è essenziale essere d’accordo su come stabilire cosa fare; vanno cioè preliminarmente definite e condivise le “regole del gioco”, le procedure da seguire per arrivare a decidere su cosa fare e cosa non fare.

Caratteristica chiave del voto democratico è che tutti devono impegnarsi in anticipo ad accettare le decisioni che verranno prese seguendo le regole condivise, qualunque sia la loro portata.

In democrazia, com’è noto, le decisioni vengono prese a maggioranza, ben sapendo che non è affatto detto che le decisioni così prese risultino, per ciò stesso, giuste.

Se consideriamo la forma di governo nella quale viviamo possiamo senz’altro affermare che si tratta, come stanno a dimostrare tanti episodi che sempre più spesso accadono nel nostro Paese, di una cosa ben diversa da una vera democrazia, avendo ormai da tempo chiaramente assunto le caratteristiche di una vera e propria oligarchia.

Il potere, quello effettivo, è infatti nelle mani di pochi individui (e non mi riferisco soltanto a soggetti appartenenti alla “casta” dei politici).

Questi soggetti, più che preoccuparsi di promuovere il bene comune, badano, prima di tutto, ad utilizzare il potere di cui godono per difendere i loro personali interessi.

La situazione è ancora più lontana da quella che dovrebbe essere una democrazia se si pensa che chi occupa posti di potere decisionale non lo fa perché eletto dai cittadini, ma perché nominato (molto spesso cooptato), per di più sulla base di criteri assolutamente non trasparenti.

Si dovrebbe poi tener presente che in una democrazia rappresentativa, qual è quella nella quale formalmente viviamo, la legittimità del potere non dipende soltanto dalla conformità dell’azione governativa alle leggi, ma prima di tutto dalla conformità di questa al mandato politico conferito dai rappresentati.

Chi, in occasione di elezioni, chiede il voto sulla base di un determinato programma non dovrebbe, una volta eletto, assumere decisioni contrarie al mandato politico ricevuto da chi dovrebbe rappresentare.

E comunque, il principio democratico non si esaurisce affatto nella rappresentanza.

La democrazia, infatti, non si fonda tanto sulla forma di governo propriamente detta quanto sulla reale, effettiva, partecipazione del popolo alla vita pubblica, dove “partecipare” significa “prender parte”, essere parte di un insieme, svolgere un ruolo attivo, derivante da questa appartenenza, da questo “esser parte”.

La libertà, come diceva Gaber, è partecipazione.

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