Crescite esponenziali e sviluppo sostenibile: due esempi dell’imbarbarimento del linguaggio

17 Apr

Quante volte ci capita di sentire (alla televisione, alla radio, per strada) o di leggere (nei quotidiani, nei libri, nelle riviste) l’espressione “crescita esponenziale”?

Si tratta di un modo di dire al quale si è soliti far ricorso, da parte di chi non conosce la matematica e, più in generale, da parte di chi usa le parole senza conoscerne il reale significato, per indicare qualcosa che aumenta molto rapidamente.

In realtà, una funzione esponenziale è quella in cui la variabile indipendente compare ad esponente.

In particolare, quando si parla di crescita esponenziale nel tempo si parla di qualcosa che, col passare del tempo, cresce in misura esponenziale.

E dal momento che il tempo non smette mai di crescere, questo vuol dire che quella cosa che “cresce in maniera esponenziale” tende a diventare infinita.

L’evidente impossibilità che si verifichi questa conseguenza (almeno sulla Terra) dovrebbe essere sufficiente perché ci si convinca dell’errore, ma le abitudini, specialmente quelle cattive, sono dure a morire.

Quello che invece chi vuole usare l’aggettivo “esponenziale” dovrebbe aver presente è che certe crescite possono essere paragonate a crescite esponenziali solo per un determinato, limitato, periodo di tempo.

E veniamo all’espressione “sviluppo sostenibile”.

Sostenibilità, sostenibile: ecco due termini ormai entrati nel linguaggio di tutti i giorni, soprattutto in quello della pubblicità.

E come ormai succede sempre più spesso con tante parole, anche queste vengono usate senza che vi sia alcuna attinenza tra il contesto nel quale compaiono e il loro reale significato.

Si parla di sostenibilità semplicemente per essere al passo coi tempi, alla moda, il tutto per vendere meglio quel che si sta offrendo.

In realtà, parlare di sviluppo sostenibile serve soltanto a mantenere le cose come stanno, a continuare nell’uso sconsiderato (a volte criminale) delle risorse a nostra disposizione, ad evitare di cambiare le nostre abitudini di vita.

Ed è invece questa la strada giusta, quella che si dovrebbe percorrere se davvero ci si volesse curare delle future generazioni, secondo il senso corretto del termine “sostenibile”.

L’aggettivo “sostenibile” deriva infatti da sustain, termine col quale si indica il pedale del pianoforte che fa sì che la nota duri nel tempo (premendo il pedale sustain il suono della nota viene prolungato anche dopo aver tolto il dito dal tasto).

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