A proposito delle prossime elezioni amministrative di Genova

21 Apr

Marco Doria ha vinto le primarie del centrosinistra a Genova perché è una persona seria e, forse ancor di più, perché, avendo proposto un nuovo approccio alla gestione della “cosa pubblica”, avendo per esempio dichiarato d’intendere la politica come “servizio” alla comunità e non come roba da “professionisti”, è riuscito a coinvolgere molti cittadini che ormai da tempo non credono più nel sistema di rappresentanza politica di questo Paese.

Coma si fa infatti a pensare che un sistema di potere (qual è a tutti gli effetti quello dei partiti politici italiani) possa decidere sua sponte di promuovere leggi che, una volta attuate, ne diminuiranno i privilegi che da quel potere derivano?

Come si fa a pensare che il nostro parlamento, questa comunità composta per la maggior parte da soggetti senza arte né parte, soggetti che, se non fossero parlamentari, potrebbero soltanto sognare di guadagnare le incredibili somme di cui beneficiano, possa suicidarsi?

A Genova, e così in tutta Italia, le persone che detengono il potere, quello reale, sono assolutamente trasversali ai partiti, checché ne dicano gli esponenti della nostra classe politica.

Chi detiene il potere, proprio per questo, è in grado d’influenzare le scelte di chi occupa, in un determinato momento, certe cariche pubbliche (facendo modificare, tanto per fare un esempio, la destinazione d’uso di certe aree).

Il potere gestito dai politici è ben poca cosa rispetto a quello di chi è in grado di determinarne l’ascesa e la fuoriuscita (a volte anche violenta) dalla scena.

Marco Doria ha vinto le primarie del centrosinistra (e molto probabilmente sarà il nuovo sindaco di Genova) perché è estraneo al sistema di potere che da decenni comanda a Genova (e in Liguria).

Ma proprio per questo motivo, proprio per il suo essere un “corpo estraneo”, non ha la forza numerica che il sistema democratico richiede per governare una comunità.

Ecco che allora dovrà, per forza, contare sull’appoggio di quelli che appartengono al mondo dei “professionisti della politica”, a quel mondo legato al potere trasversale che comanda per davvero e dal momento che non gli sarà consentito (non solo dai suoi avversari politici) di andare contro certi ambienti (quegli ambienti che stanno “sopra” la politica e non consentono a nessuno d’intaccare gli interessi di cui sono portatori), potrà fare molto poco delle cose che pure ha indicato nel suo programma, a cominciare dalle scelte contrarie agli interessi dei costruttori.

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Una Risposta to “A proposito delle prossime elezioni amministrative di Genova”

  1. criticamens aprile 21, 2012 a 8:16 am #

    È molto simile a quello che è successo e sta succedendo a Milano con Pisapia. Tra l’altro sottolineo come la sinistra si affidi, a Genova e a Milano, rispettivamente a un marchese e a un avvocato dell’alta borghesia. Tutto il contrario di quello che la logica vorrebbe.

    Alessio

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