A proposito della spazzatura di Palermo

6 Ago

Il problema della spazzatura a Palermo è vecchio di anni e anni.

Ricordo che quand’ero piccolo (e di anni ne sono passati) i palermitani dicevano che la mano destra del monumento dedicato a Carlo V che si trova a piazza Bologna indicava l’altezza alla quale arrivava la spazzatura in città.

Di tempo ne è passato parecchio ma ancora oggi quello della spazzatura continua ad essere uno dei (tanti) problemi irrisolti di Palermo.

Com’è noto, più passa il tempo senza che si faccia nulla per risolvere un problema, più si assiste da semplici spettatori a ciò che accade davanti ai nostri occhi (a maggior ragione se interessa anche noi), più diventa difficile trovare poi una soluzione.

I cittadini palermitani, e quelli siciliani in genere, pagano ogni giorno (anche se molti di loro non se ne rendono affatto conto) il prezzo di vivere in un luogo periferico (non soltanto dal punto di vista geografico), in un luogo dove ancora oggi si ha a che fare con problemi antichi, dove si vive circondati dal superfluo ma privi del necessario, per di più in un ambiente pervaso da un malinteso senso di specificità (la famosa “sicilitudine”), in un luogo soprattutto caratterizzato dall’assoluta  mancanza di consapevolezza della necessità del rispetto delle regole che sono alla base di una civile convivenza.

I cittadini non si rendono conto che i problemi di cui soffrono, primi tra tutti la mancanza di lavoro, l’allucinante situazione della sanità pubblica, l’inquinamento dell’ambiente nel quale vivono (altro che valorizzazione dell’incredibile patrimonio storico e di risorse ambientali senza pari al mondo!) sono il risultato delle loro scelte, derivano innanzitutto dall’incapacità, dall’inettitudine delle persone alle quali loro stessi si sono affidati e continuano ad affidarsi.

Quello che i cittadini (soprattutto quelli che stanno peggio, quelli cioè che dispongono di meno risorse) dovrebbero capire una buona volta è che sono proprio loro, essendo loro infatti quelli che più di tutti si rivolgono ai servizi pubblici, ad avere interesse che le cose funzionino, che la cosa pubblica sia gestita nel segno della meritocrazia, che (per esempio) negli ospedali pubblici vadano avanti medici professionalmente capaci (tanto quelli che stanno bene, quelli che hanno i “piccioli”, se ne fottono di come vanno le cose, come hanno sempre fatto).

Ritornando al problema della spazzatura, occorrerebbe poi considerare che se da un lato ci sono le pessime abitudini dei cittadini palermitani, la loro assoluta mancanza di senso civico, il totale disinteresse per la loro città – che non a caso hanno lasciato devastare nel pressoché totale disinteresse (un solo esempio per tutti: un impianto di lavaggio per auto (!) sorge oggi nel luogo dove fino alla fine del 1959 sorgeva la splendida villa Deliella, forse il più bell’esempio del famoso liberty palermitano), dall’altro ci sono le cosiddette istituzioni cittadine, che da sempre gli stessi palermitani hanno affidato a personaggi assolutamente mediocri, chiaramente incapaci, per nulla interessati al bene comune, all’interesse generale, ma preoccupati solo di godere di incredibili privilegi.

E questi sono i risultati.

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