Il Potere si trova all’esterno della politica

18 Ago

Uno degli errori più frequenti (e più gravi) che molti commentatori di questo Paese commettono da anni nelle loro analisi è quello di ritenere che quello di cui soffre l’Italia sia un male limitato alla sua classe politica (la cosiddetta “casta”).

No, il male che da sempre divora, dal di dentro, il sistema nel quale viviamo interessa l’intera classe dirigente italiana (della quale quella politica è solo una parte, e nemmeno la più importante), a partire da quella imprenditoriale.

Tranne pochissime eccezioni (un nome su tutti: Adriano Olivetti), gl’imprenditori italiani sono infatti personaggi senza scrupoli, che hanno sempre pensato unicamente ad arricchirsi alle spalle del resto del Paese, spesso non disponendo nemmeno dei mezzi necessari previsti dal codice civile e men che meno assumendosi il rischio che caratterizza un’attività realmente imprenditoriale (il cosiddetto “rischio d’impresa”). Imprenditori, quelli nostrani, lo sono solo di nome, non di fatto.

Per arricchirsi sfruttano impunemente le risorse pubbliche, grazie a politici compiacenti promuovono l’emanazione di leggi favorevoli ai loro interessi, ricorrono alla corruzione quale ordinario strumento per acquisire commesse, determinano carriere nelle grandi aziende (soprattutto in quelle controllate dallo Stato, nelle quali è fondamentale disporre di connivenze, di persone sulle quali poter contare), deturpano il paesaggio, devastano l’ambiente (infischiandosene allegramente della salute dei cittadini).

Pur di acquisire potere e, una volta raggiunto, di mantenerlo, fanno ricorso a qualunque strumento (nessuno escluso); in molti casi si alleano con la criminalità organizzata (a volte essa stessa è l’imprenditore).

D’altra parte, come sa chiunque conosca la storia di questo Paese, il vero potere in Italia (e questo fin dall’inizio della Repubblica) non è mai stato certo nella sua classe politica, una classe politica formata, per la stragrande maggioranza, da personaggi d’infimo livello, dove tanto quelli che stanno al governo che quelli che stanno all’opposizione (questa solo di facciata) sono dei semplici interpreti di un enorme gioco delle parti, che ha fatto del Parlamento un luogo nel quale vengono banalmente ratificate decisioni prese altrove.

La radice del male del nostro Paese sta nel fatto che la politica non ha mai ricoperto (e questo non solo per sua incapacità) il ruolo che le compete, non ha mai governato il mondo della finanza, della quale anzi è sempre stata al servizio.

Nella situazione italiana le elezioni politiche finiscono per essere un enorme spreco di denaro pubblico (oltre che un buffo spettacolo): si spendono tanti soldi per eleggere gente che non conta nulla.

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