Le informazioni, per avere valore, devono essere integrate

24 Ago

Internet ha dato a tutti la possibilità di disporre di una miriade di informazioni, su qualunque argomento, in maniera diretta, con una velocità incredibile.

Ha dato inoltre la possibilità, a chiunque, di esprimere commenti su qualunque argomento, chiunque sia il personaggio coinvolto (e questo indipendentemente dalla reale conoscenza della materia) e questo fatto dà a molti la sensazione (o meglio, la pia illusione), di “contare”, di aver “fatto” qualcosa.

Tutto questo però accade in un mondo virtuale (la cosiddetta “rete”), un mondo nel quale sempre più persone a poco a poco si stanno trasferendo, un mondo sicuramente attraente ma privo di contatti con quello reale.

Nel mondo della realtà fattuale, quella di tutti i giorni, quella dalla quale in tanti fuggono, ciò che conta è quello che ognuno di noi fa di concreto, sono le nostre azioni, sono le cose che creiamo (altro che premere i tasti di un mouse).

Un conto è infatti esprimere il proprio parere su temi quali l’inquinamento delle nostre città o il potere della corruzione (e pensare con questo di aver “fatto” qualcosa), un altro conto è agire in concreto, nella vita di tutti i giorni, contro questi fenomeni (per esempio modificando il proprio stile di vita, oppure scegliendo di avere contatti soltanto con persone di indubbia dirittura morale).

Inoltre, nonostante la disponibilità, facile, immediata, di una sterminata quantità di dati (o forse, proprio per questo), molte persone non riescono a capire qual è il reale significato delle cose, non sanno andare al nocciolo delle questioni, al cuore dei problemi.

Credo che le due cose siano tra loro intimamente collegate: la possibilità di disporre (con un semplice clic) di un’enorme quantità di dati su un argomento dà a molti l’illusione che navigare (a velocità folle) sulla rete significhi conoscere realmente la materia in questione e così li distoglie dalla necessità di approfondire gli argomenti, di andare in profondità.

Ma la cosa che veramente impressiona, in questo mondo dove tutto viene fatto apparire (volutamente e falsamente) facile, dove ci si perde sempre più spesso su aspetti particolari, specifici, di nessun valore generale, è che sempre di più viene meno la consapevolezza del fatto che cercare di trovare soluzioni richiede la capacità di mettere tra loro in relazione i dati di cui si dispone (che non è affatto necessario che siano tanti), di ricercare quelli che sono i legami che li collegano.

Le informazioni devono essere integrate tra di loro, devono essere messe in relazione le une con le altre.

Qualunque parte in cui è suddiviso un sistema, se questa non è in relazione con le altre, può essere eliminata senza che la sua scomparsa provochi un danno per il sistema, come mostra splendidamente il cervello umano, vale a dire la più bella cosa esistente.

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