I comportamenti dell’uomo non sono dettati solo dalla ragione

12 Ott

Quante volte ci capita di meravigliarci per certi comportamenti incomprensibili, contrari al buon senso, alla logica comune, ma non per questo (anzi, forse proprio per questo) così diffusi?

Quante volte, per esempio, ci domandiamo come sia possibile che gli autori di certi comportamenti, di certe azioni, non si rendano conto dell’assurdità di quel che fanno?

La meraviglia che proviamo di fronte a comportamenti apparentemente (solo apparentemente) inspiegabili nasce da un errore molto diffuso, quello di ritenere che l’uomo sia un essere “soltanto” razionale e che pertanto sia sempre possibile spiegarne i comportamenti  facendo ricorso alla logica, pensando, per esempio, che per non compiere certe azioni, per non tenere certi comportamenti, sia sufficiente essere consapevoli della loro assurdità, della loro illogicità.

Il punto è che invece, per la loro gran parte, i comportamenti umani non rispondono affatto a criteri razionali e questo per il semplice motivo che molto spesso (soprattutto in certe condizioni), più che dalla logica, dal ragionamento, l’essere umano è mosso da spinte irrazionali (come sanno molto bene i pubblicitari) o da sentimenti (come la paura, la passione, l’odio, l’amore), da qualcosa cioè che nulla ha a che vedere con il semplice buon senso.

Ecco perché, per esempio, è perfettamente illusorio pensare che per combattere seriamente la corruzione (fenomeno che ai cittadini italiani costa, ogni anno, qualcosa come 60 miliardi di euro) possa risultare efficace puntare su concetti quali l’etica, la morale, il bene comune, su qualcosa cioè verso il quale gli abitanti di questo Paese, nella loro stragrande maggioranza, hanno sempre dimostrato di essere indifferenti, assolutamente insensibili.

Più efficace puntare sul potere di deterrenza esercitato da leggi chiare e rigorose e, soprattutto, dalla loro effettiva applicazione.

Allo stesso modo, perché un evasore fiscale paghi le tasse che deve non ha alcun senso aspettarsi che lo faccia perché questo è quello che ci si deve aspettare da parte dei cittadini dotati di senso civico; è piuttosto necessario che l’evasore venga “spinto” a comportarsi come un cittadino dotato di senso civico, consapevole dei suoi doveri nei confronti della comunità nella quale vive (comportamento evidentemente per lui innaturale), e per questo occorre (per esempio) che percepisca chiaramente il fatto che non pagare le tasse corrispondenti al suo reddito significa correre un rischio che deve apparirgli molto elevato, tanto elevato da indurlo a comportamenti meno rischiosi.

In certi casi, se si vuole veramente determinare un cambiamento nelle abitudini dei cittadini, occorre far leva sul sentimento della paura, piuttosto che sui “valori”, tanto nobili quanto estranei alla cultura di questo Paese.

Se in Svizzera si sta bene attenti a non buttare carta per terra, a non imbrattare i muri dei palazzi, i monumenti, a rispettare il codice della strada, questo non dipende da una (inesistente) superiore moralità dei cittadini svizzeri ma, molto più semplicemente, dalla loro consapevolezza di vivere in un luogo dove le regole vengono fatte rispettare; è l’ambiente nel quale ci troviamo che determina i nostri comportamenti, molto più delle nostre caratteristiche personali.

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