A proposito del perché si scrive e si legge

31 Gen

Qual è la funzione della scrittura?

Perché si scrive? E perché si legge?

Che tipo di rapporto c’è tra lettore e scrittore?

In alcuni casi scrivere, esattamente come parlare, ha funzioni terapeutiche: ci consente di liberarci di qualcosa che sentiamo premere per uscire fuori, di sfogarci. Un po’ come far fuoriuscire il pus da un foruncolo o vomitare; mentre ci svuotiamo stiamo male, proviamo dolore, ma dopo avvertiamo una sensazione piacevole, ci sembra di stare meglio (non a caso chi si sfoga, chi lascia uscir fuori quello che con dolore tiene dentro, dice di essersi liberato di un peso sullo stomaco).

In altri casi scrivere rappresenta il tentativo di dare una risposta all’insopprimibile bisogno d’instaurare un rapporto umano con qualcuno, di poter condividere con altri i nostri pensieri (poche cose nella vita danno un piacere così intenso, così profondo, come la possibilità di condividere con altri le nostre idee).

Cosa spinge Robinson Crusoe ad affidare alle correnti dell’oceano il suo messaggio contenuto in una bottiglia  se non la speranza che qualcuno possa leggerlo, se non il tentativo di stabilire un contatto?

E non è forse vero che ciascuno di noi vive in un’isola, da solo? Non è forse vero che gli esseri umani sono tante isole solitarie, prive di ponti che le colleghino tra loro?

E a proposito del tipo di rapporto tra chi scrive e chi legge, come non notare come il ricorso alla scrittura per il bisogno di comunicare si sposi con la ricerca, da parte di chi legge, di quella particolare forma di piacere che scaturisce dall’incontro di una mente aperta e ricettiva con le parole contenute in una pagina? Si tratta di due metà, che quando s’incontrano (se s’incontrano) danno vita a qualcosa che vale molto di più della loro semplice somma.

In alcuni casi, poi, la scrittura rappresenta lo strumento al quale si ricorre nel tentativo di cercare di raggiungere, di stabilire, la verità, di portare alla luce quello che si cerca di tenere nascosto (Sciascia, a questo proposito, diceva che la letteratura è l’unica forma di verità possibile).

Ma forse, alla fine, scrivere è l’unica cosa che dà agli esseri umani l’illusione di superare l’abisso che li separa gli uni dagli altri.

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2 Risposte to “A proposito del perché si scrive e si legge”

  1. Alessio gennaio 31, 2013 a 8:45 am #

    Ernest Hemingway, una volta rientrato dalla Spagna dopo la Guerra Civile, scrisse a un amico: “What I have to do now is write”. Poco tempo dopo diede alle stampe “Per chi suona la campana”, che ha come epigrafe la famosa “Meditation XVII” di John Donne: “No man is an Iland, intire of it selfe; every man is a peece of the Continent, a part of the maine; if a Clod bee washed by the Sea, Europe is the lesse, as well as if a Promontorie were, as well as if a Mannor of thy friends or of thine owne were; any mans death diminishes me, because I am involved in Mankinde; And therefore never send to know for whom the bell tolls; It tolls for thee.”

  2. Laura gennaio 31, 2013 a 10:51 am #

    Si scrive per tanti motivi e per tanti si legge. Si scrive in tanti modi – con accorgimenti consapevoli o meno, con carta e penna o con un pc, in lingue diverse – e si legge in altrettanti modi. Ma scrivere e leggere sono azioni bellissime, di cui proprio non si può fare a meno.

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