Ma perché pagare per un servizio di cui non si usufruisce?

2 Feb

Per muovermi in città uso principalmente l’autobus e per questo pago all’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale un biglietto il cui prezzo non è solo elevato, ma soprattutto sproporzionato rispetto al servizio di cui usufruisco.

Il biglietto (1,50 €) mi consente di muovermi in autobus per 100 minuti, che è sicuramente un periodo di tempo molto lungo ma che, altrettanto sicuramente, nella maggior parte dei casi è decisamente sproporzionato rispetto alle mie reali necessità.

Se scendo dall’autobus dopo poche fermate (tempo di percorrenza di 10-15 minuti) e, una volta sceso, non ho alcuna necessità di prenderne un altro (perché, per esempio, prendo l’autobus per andare in stazione o al cinema o a teatro), che senso ha aver pagato per un servizio di cui non ho potuto usufruire?

Si tenga presente che del servizio messomi a disposizione (100 minuti di percorrenza) la parte della quale non ho potuto usufruire (ma che ho comunque pagato) rappresenta più dell’80% del totale!

Visto che il prezzo del biglietto dell’autobus è collegato ad un “tempo di validità”, non sarebbe più logico (e più giusto) che, accanto al biglietto da 100 minuti, ve ne fossero altri di durate inferiori (contraddistinti, per esempio, da colori diversi), così che ciascuno abbia la possibilità di scegliere quello che si avvicina di più alle proprie esigenze?

Che senso ha mettermi a disposizione un’infinità di opportunità (e farmi pagare un prezzo a queste collegato) se poi a me serve soltanto una percentuale molto bassa di tutte quelle possibilità che mi vengono offerte?

La causa principale di queste assurdità sta nel fatto che nella società del marketing nella quale viviamo la regola è quella di aumentare volutamente il numero delle possibilità che vengono offerte ai cittadini clienti per poter così giustificare il prezzo elevato di quello che si vende (sia questo un bene o un servizio), ben sapendo che la stragrande maggioranza dei cittadini clienti non si rende minimamente conto di pagare (per tanti beni e per tanti servizi) un prezzo di gran lunga superiore a quello che sarebbe giusto pagare, a quello cioè collegato alle loro effettive necessità.

Far pagare per qualcosa di cui non si ha bisogno, ecco il vero obiettivo del marketing.

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