Ma “vigilare” non vuol dire “stare a guardare”

3 Feb

Una delle più serie criticità evidenziate dal recente scandalo che ha toccato il Monte dei Paschi di Siena è sicuramente l’attività di vigilanza della Banca d’Italia.

A tal proposito, il nostro Presidente della Repubblica, che non perde occasione per mostrarsi (a parole) supremo garante delle istituzioni del Paese, ha ritenuto opportuno intervenire direttamente su questa delicata vicenda per assolvere, a priori, la Banca d’Italia, dicendo che questa “ha esercitato fin dall’inizio con il tradizionale rigore le funzioni di vigilanza”.

A questo proposito, faccio notare come molto spesso (come in questo caso) si parli di “vigilanza” senza tener conto del fatto che “vigilare” non vuol dire, semplicemente, “stare a guardare”.

Quello che voglio dire è che un organismo (in questo caso la Banca d’Italia) può affermare di essere dotato di un reale sistema di controllo solo se la sua struttura di vigilanza, una volta che siano emersi fatti o comportamenti non in linea con le regole che quest’organismo s’è dato, interviene prontamente e concretamente per riportare la situazione sotto controllo.

Dotarsi di un sistema di controllo e poi, in presenza di fatti sicuramente anomali come quelli emersi (peraltro già anni fa) a proposito dei comportamenti tenuti dal management del Monte dei Paschi di Siena, non intervenire prontamente con azioni correttive, non significa soltanto gettare fumo negli occhi, significa (anche) essere colpevoli, quantomeno di complicità.

Purtroppo non vedo sufficiente consapevolezza del fatto che chi, avendone il potere, omette di sanzionare comportamenti scorretti è colpevole tanto quanto chi quei comportamenti scorretti li ha materialmente commessi.

Ma quello che è il dato più evidente tra quelli che si possono trarre da tutta questa squallida vicenda è che lo schifo che infesta questo Paese non interessa soltanto (come ipocritamente si vorrebbe far credere) la classe politica, ma tutta quella che viene pomposamente definita “classe dirigente”.

E quello che è ancora più grave è che per di più, a differenza dei politici, i dirigenti delle imprese italiane (tra le quali le banche) che con le loro scelte determinano grossi guai per tutta la comunità non devono in alcun modo rendere conto ai cittadini del loro operato.

E questo li rende ancora più potenti e più pericolosi.

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