La sola regola rispettata è quella di non rispettare le regole

18 Apr

Nell’autunno dello scorso anno, prima delle primarie del centrosinistra, il Partito Democratico, Sinistra e Libertà e il Partito Socialista hanno sottoscritto un documento politico che costituisce la base della loro coalizione.

In questo documento è espressamente richiamato l’impegno delle forze di questa coalizione a “sostenere in modo leale e per l’intero arco della legislatura l’azione del premier scelto con le primarie” e, soprattutto, a “vincolare la risoluzione di controversie relative a singoli atti o provvedimenti rilevanti a una votazione a maggioranza qualificata dei gruppi parlamentari convocati in seduta congiunta“.

In occasione dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica sta emergendo invece che una parte significativa del Partito Democratico e Sinistra e Libertà non voteranno per Marini, vale a dire per la persona indicata dal loro premier.

Al di là della condivisibilità della scelta di Bersani (è del tutto evidente l’incoerenza col tanto invocato “cambiamento”) e del metodo seguito per giungere a tale scelta (anziché tener conto dei chiari segnali provenienti da parte degli elettori si sono privilegiati gli interessi della nomenklatura), appare evidente l’anomalia di una consistente parte della coalizione di centrosinistra che, dopo essersi formalmente impegnata a rispettare le risoluzioni scelte a maggioranza (come quella di Marini quale Presidente della Repubblica), ritenga lecito non rispettare una chiara regola contenuta nel documento che pure è alla base della loro coalizione.

Il “bello” di questa vicenda è vedere come anche chi parla di rispetto delle regole si comporti poi in modo chiaramente contrario a quello indicato dalle stesse regole, per giunta da quelle liberamente sottoscritte.

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6 Risposte to “La sola regola rispettata è quella di non rispettare le regole”

  1. Laura aprile 18, 2013 a 1:56 pm #

    Verissimo, le regole vanno rispettate. Ma non sempre e comunque. Bisogna dare il giusto peso al rispetto delle regole e ad un sacrosanto e ponderato uso del libero arbitrio. 😉

    • unastoriasemplice aprile 18, 2013 a 5:20 pm #

      Come Socrate ha insegnato a tutti, dando egli stesso l’esempio, le leggi dello Stato (esempio più alto di regole) vanno rispettate sempre e comunque. Il solo caso in cui una persona può rifiutarsi di obbedire ad una legge è quello in cui questa è ingiusta (è questo il tema della tragedia “Antigone” di Sofocle), dal momento che la Giustizia viene prima di tutto il resto.

      • Laura aprile 18, 2013 a 7:06 pm #

        Concordo. Implicitamente, infatti, facevo riferimento proprio alla giustizia come unico parametro per il quale eventualmente non seguire una regola.

  2. Alessio aprile 18, 2013 a 2:00 pm #

    L’esempio mi pare improprio allo scopo del post. La candidatura di Marini è frutto di un accordo tra PD-PDL e Scelta Civica e non di una scelta comune, per quanto dolorosa, tra PD-Sel-PSI. Di fatto è il PD ad aver violato il patto di alleanza con Sel andando ad accordarsi con il PDL. Tant’è vero che la scelta di Marini è stata presa dalla direzione di partito del PD e non da una riunione di coalizione.

    • Alessio aprile 18, 2013 a 2:01 pm #

      😉

    • unastoriasemplice aprile 18, 2013 a 5:52 pm #

      Ho ricordato il documento sottoscritto dalla coalizione di centrosinistra proprio per evidenziare l’incomprensibilità del comportamento di chi non ha seguito la decisione presa da Bersani a seguito di una “votazione a maggioranza qualificata dei gruppi parlamentari convocati in seduta congiunta”, trattandosi di un mancato adempimento di un impegno chiaramente indicato in quel documento (che vincola anche a sostenere l’azione del premier scelto con le primarie). Se, in alcuni casi, il mancato rispetto di una regola può risultare comprensibile (anche se comunque ingiustificabile), questo è sicuramente anche incomprensibile (oltre che ingiustificabile) quando avviene proprio da parte di chi ha concorso a fissare la regola non rispettata (ed è questo il caso). Se non si è d’accordo con quanto liberamente stabilito in un patto societario precedentemente sottoscritto, o si modifica quel patto (se se ne ha la forza contrattuale) oppure ci si dimette da quella società. L’unica cosa che non si può fare è restare in una società della quale non si rispetta lo statuto.

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