Il grande Totò e l’incapacità di reazione di questo Paese

4 Ago

Come ho già avuto modo di evidenziare in questo mio blog, se c’è una caratteristica dell’Italia che considero altamente negativa, dannosa, che ha sicuramente favorito la crescita e la diffusione di un degrado culturale, sociale, economico che sembra non aver limiti e che tanto ha contribuito a ridurre l’intero Paese in quello stato pietoso nel quale da tempo si trova, questa è senza dubbio l’assenza (per incapacità ma anche per mancanza di volontà) di adeguate reazioni da parte delle nostre istituzioni alle continue provocazioni provenienti da parte di rappresentanti della classe politica e, in parecchi casi, da parte di esponenti, anche di primo piano, del Parlamento e perfino del Governo.

Che dire, per esempio, della mancanza di risposte alle tante, ripetute, provocazioni, offese, che da vent’anni a questa parte vengono rivolte alle istituzioni di questo Paese, ai suoi simboli, a tanti suoi cittadini, da parte degli esponenti della Lega Nord?

Come ci si può allora indignare se poi, in questo vuoto, si arriva, da parte di questo partito, alle incredibili offese rivolte nei giorni scorsi a un ministro della Repubblica, il ministro Kyenge?

E che dire delle incredibili offese che, ancora in questi giorni, continuano ad essere indirizzate alla Magistratura italiana da parte di Silvio Berlusconi e del suo partito, e questo senza che, né oggi né in tutti questi anni, si sia mai mossa una foglia?

E che dire infine dell’incredibile comportamento del Partito Democratico, che oggi, come ieri e come sempre da quando esiste (ma poi esiste per davvero?) sta alla finestra, aspettando non si capisce cosa (Godot?).

La mancata reazione del PD mi fa venire in mente la famosa scenetta nella quale Totò, alla domanda di Castellani sul perché non avesse reagito agli schiaffi che uno sconosciuto, avendolo scambiato per un certo Pasquale, gli aveva dato, rispondeva serafico, come se la cosa non lo riguardasse: Chissà sto stupido dove vuole arrivare. Per concludere con l’irresistibile battuta: E che me frega a me, che so Pasquale io?

In effetti chi si domanda come sia possibile che il Partito Democratico stia continuamente alla finestra, che lasci che le istituzioni di questo Paese vengano offese impunemente, senza mettere in atto pronte ed adeguate risposte politiche, commette un grave errore, quello di pensare che questo partito rappresenti effettivamente, al di là delle solite affermazioni piene di vuota retorica, “un’altra cosa”.

In realtà, come da tempo dovrebbe essere chiaro, chi da vent’anni continua ad offendere impunemente le istituzioni di questo Paese lo fa perché sa di poterselo permettere, perché tanto sa benissimo che nessuno in Italia ha la capacità, e ancora prima l’intenzione, la volontà, di difendere l’onore delle istituzioni, l’onore di quelle istituzioni che spesso occupa con disonore.

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