Il Bel Paese non si smentisce, non riesce proprio a non essere sé stesso

28 Set

Le scene allucinanti alle quali stiamo assistendo in questi giorni confermano, come meglio non si potrebbe, la fondatezza di quelle famose parole di Ennio Flaiano: La situazione politica in Italia è grave ma non è seria.

Quello che però trovo ancora meno serio è il fatto che in questi anni i mezzi d’informazione (?) di questo Paese abbiano fatto passare per politica quello che in realtà è uno spettacolo penoso, nel quale le scene ridicole (a volte surreali, a volte demenziali) non si contano.

E cosa si legge in questi giorni sui giornali italiani? Che l’attuale capo del governo (un governo assolutamente privo di credibilità agli occhi delle persone serie) ha bisogno ancora di un chiarimento!

Ma cos’è che ancora non ha capito?

E se così fosse, se ancora non ha capito, come si fa a fidarsi di uno al quale non sono bastati vent’anni per capire con chi ha a che fare (o che forse qualcosa ha capito, ma finge un’ingenuità che non ha)?

Ma come si può accettare il fatto che ancora oggi, nonostante le tante conferme già avute, possano esserci politici che non si rendono conto che certi comportamenti di quello che in Italia passa come partito del centrodestra (in realtà il PdL non solo non è un partito di centrodestra, non è neanche un partito politico, nell’accezione normale del termine) altro non sono che la semplice, logica, conseguenza della presenza, nella vita pubblica italiana, di un’anomalia che non ha riscontro in nessun altro Paese moderno?

E, a maggior ragione, come si può accettare il fatto che quelli che nei mesi scorsi, dopo le ultime elezioni politiche, hanno consentito, coi loro comportamenti, che quest’anomalia continuasse a condizionare la vita pubblica italiana giochino a tirarsi fuori dalle loro responsabilità?

In questa situazione c’è quasi d’augurarsi che chi si è manifestato disponibile a governare (si fa per dire) con questo centrodestra, chi ha consentito, con la nascita di questo governo, che Silvio Berlusconi potesse raggiungere uno dei suoi obiettivi dichiarati (il governo “di larghe intese”), abbia agito in condizioni “di non libertà”.

Perché se così non fosse, se cioè il disastro combinato dai fautori di questa mostruosa coalizione fosse il frutto di un loro libero, autonomo convincimento, beh, allora ci troveremmo di fronte a chiare manifestazioni di imbecillità e, come si sa, contro l’imbecillità anche gli dei sono impotenti.

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