A proposito del trasporto ferroviario regionale italiano

17 Gen

E così, stando a quanto riportato in questi giorni dai giornali, tre regioni italiane (Abruzzo, Toscana, Veneto) hanno deciso di non rinnovare alla società Trenitalia  il contratto avente come oggetto il servizio di trasporto ferroviario regionale.

I motivi all’origine di questa decisione, che risale a circa un mese fa, sono collegati al livello di qualità del servizio messo a disposizione dei cittadini (in massima parte pendolari) che per i loro spostamenti utilizzano i treni regionali (a livello nazionale, questi cittadini sono poco meno di 3 milioni).

I disagi sofferti dagli utenti del servizio di trasporto ferroviario regionale fornito da Trenitalia, disagi all’origine delle decisioni delle tre regioni-committenti, sono principalmente i ritardi, il sovraffollamento e la sporcizia.

Al di là del fatto che trovo davvero strano che ad aver deciso di far giungere al loro comune fornitore un segnale forte sia stato un numero così esiguo di regioni (chi tace acconsente?), mi piacerebbe sapere quali sono, regione per regione, i reali concorrenti di Trenitalia, le alternative a disposizione della committenza.

Si dovrebbe supporre infatti che i presidenti delle tre regioni interessate abbiano in mano delle carte da giocare in questa partita che hanno deciso di giocare col loro attuale fornitore, a cominciare da quella più importante: valide alternative.

In caso contrario, qualora cioè Trenitalia dovesse risultare fornitore unico del servizio di trasporto ferroviario regionale (condizione, quella di fornitore unico, che una committenza avveduta dovrebbe assolutamente evitare), non vedo proprio, stante lo stato pietoso nel quale si trovano le regioni italiane, autentiche strutture fallimentari, come la situazione possa realmente migliorare per l’utenza solo in virtù di questa decisione.

Quello che intendo dire è che il vero problema, in Italia, non è la natura giuridica di chi fornisce un servizio pubblico (argomento sul quale tanto si dibatte, quasi sempre a sproposito), ma la mancanza di un’effettiva concorrenza.

Ricordo che vent’anni fa, quando la Grandi Navi Veloci subentrò alla Tirrenia come fornitore del servizio di collegamento marittimo tra Genova e Palermo, fu tanta la sorpresa nel vedere che era possibile, anche in Italia, viaggiare su una nave traghetto come persone civili.

All’inizio (soprattutto i primi anni) il miglioramento del livello della qualità del servizio fu evidente, reale; il cambiamento, in meglio, rispetto al monopolista pubblico, era davvero notevole.

Poi, col passare degli anni, soprattutto dopo l’uscita della famiglia Grimaldi dalla compagine societaria della Grandi Navi Veloci (società creata da Aldo Grimaldi nel 1992), ha avuto inizio una continua discesa del livello della qualità del servizio, complice la natura di monopolista del nuovo fornitore.

Il monopolio che la Tirrenia (società pubblica) aveva esercitato fino alla comparsa sulla scena della Grandi Navi Veloci era stato sostituito da quello del nuovo fornitore (società privata).

Siamo, come al solito, davanti alla solita questione nazionale: in questo Paese l’obiettivo dei ” nuovi” (fatte salve rare eccezioni) non è quello di fare meglio dei “vecchi”, ma semplicemente di sostituirsi a loro, per continuare a fare le solite cose.

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Una Risposta to “A proposito del trasporto ferroviario regionale italiano”

  1. criticamens gennaio 17, 2014 a 6:06 pm #

    Le regioni in questione stanno giocando a poker, bluffando, perché in mano non hanno niente. A Moretti, invece, non gli sembra vero visto che considera il trasporto regionale un inutile fastidio.

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