A proposito del nuovo Presidente della Repubblica

1 Feb

La scelta di Renzi di candidare Mattarella alla presidenza della Repubblica e, in particolare, quella di puntare tutto su questo nome, senza offrire, a nessuno, alcuna alternativa, è stata una mossa degna di un autentico uomo politico, di un abile giocatore di poker, di un vero erede di Niccolò Machiavelli.

Altro che i tanti parolai da salotto televisivo, che passano la vita a “riflettere”, ad “auspicare”, a “dibattere”, senza mai venire a capo di nulla, senza incidere nella realtà, senza decidere su nulla.

Dimostra soprattutto la capacità di Renzi di non rimanere intrappolato in rigidi schemi, di muoversi non in maniera lineare, prevedibile, ma di “saltare”.

Questa sua mossa mi ha fatto venire in mente la mossa del cavallo nel gioco degli scacchi.

E con essa il titolo di uno dei (pochi) racconti di Andrea Camilleri che trovo non banali.

Cos’ha a che fare, per esempio, l’indicazione di Mattarella, il più fedele erede di Aldo Moro (la quintessenza della vecchia Democrazia Cristiana), con la “rottamazione” e con il “cambiamento”, le due parole magiche che hanno caratterizzato l’ascesa al potere di Renzi?

Nulla, ad una prima, superficiale, lettura.

Proprio la scelta di Mattarella sta infatti a dimostrare quanto siano ridicoli gli slogan, tutti; è del tutto evidente quanto non sia assolutamente vero che essere giovane (anagraficamente) voglia dire, meccanicamente, essere capace di cambiare (in meglio), quanto sia privo di senso “rottamare” indistintamente tutto il passato, dove invece, a ben cercare, spesso si trovano utili indicazioni per il futuro.

La scelta di Mattarella non è un’evidente contraddizione con gli slogan di cui Renzi si è servito per conquistare il potere, è la mossa di un abile politico, pragmatico, spregiudicato, come deve essere un vero politico.

 

post scriptum: nelle sue prime parole da Presidente della Repubblica, Mattarella ha fatto riferimento alle difficoltà ed alle speranze degli italiani. Bene, vedremo (anche a breve) che ne sarà di una tra le più grandi speranze, quella di conoscere la verità sui tanti misteri italiani, a cominciare da quella sui tanti “cadaveri eccellenti”, per citare (non a caso) il titolo di uno dei più bei film di Francesco Rosi, ispirato all’opera di un altro siciliano, Leonardo Sciascia.

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