La vera opera incompiuta di questo Paese è il Risorgimento, altro che la Salerno-Reggio Calabria!

27 Apr

Ora che si sono concluse le manifestazioni dedicate al 25 aprile, nelle quali l’ipocrisia e la retorica nazionali hanno avuto modo di esprimersi al meglio delle loro possibilità, incuranti del rischio di strumentalizzare, per miseri fini di bottega o, peggio, di banalizzare, quello che è stato un momento eccezionale, straordinario (nel senso pieno del termine, e cioè fuori dalla norma, dalla consuetudine, dall’ordinario) della storia nazionale, ora che le cerimonie sono finite, invito a riflettere sulle seguenti parole di Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituzione italiana.

Bisogna fare di tutto perché quella intossicazione vischiosa non ci riafferri: bisogna tenerla d’occhio, imparare a riconoscerla in tutti i suoi travestimenti. In quel ventennio c’è ancora il nostro specchio: uno specchio deformante, che dà a chi vi si guarda un aspetto mostruoso di caricatura. Ma i tratti essenziali sono quelli: non dimentichiamoli. Solo riguardando ogni tanto in quello specchio possiamo accorgerci che la guerra di liberazione, nel profondo delle coscienze, non è ancora terminata.”

Cosa dire, dopo aver (ri)letto queste parole, se non che la cosa più seria che il popolo italiano dovrebbe fare (se davvero volesse onorare il ricordo della guerra di liberazione) è quella di vergognarsi per come ha ridotto questo Paese, per come ha usato la libertà regalatagli da chi lo ha liberato, per come ha tradito lo spirito della resistenza?

Cosa dire, se si ha il coraggio di vedere le condizioni (non solo quelle economiche) nelle quali si trova l’Italia e di confrontare il Paese reale con quello al quale pensavano quelli che hanno scritto la Costituzione, se non che si è di fronte ad un altro progetto incompiuto, proprio come quello dello Stato unitario?

Cosa dire, se non che la Costituzione, quella Costituzione per la quale tanti italiani non hanno esitato a mettere in gioco la propria vita, è ancora, a distanza di tanti anni (è entrata in vigore il primo gennaio 1948), lettera morta?

Cosa dire, se non che lo spirito della resistenza è stato totalmente tradito, proprio come lo fu a suo tempo quello del Risorgimento, primo dei progetti rimasti incompiuti nella Storia dell’Italia unita, che in realtà più disunita non si può?

E chiudo ricordando ancora Piero Calamandrei, con queste sue parole, pronunciate nel gennaio del 1955: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione“.

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