Manipolare è facile, ma lo è anche smascherare i manipolatori

29 Feb

Fare riferimento all’articolo 1 della Costituzione italiana per affermare, utilizzando la “Carta” come comoda copertura, che “la sovranità appartiene al popolo”, tralasciando la parte che segue, nella quale è scritto “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, è un classico esempio di manipolazione della realtà.

Allo stesso modo, fare riferimento all’articolo 11 della nostra legge fondamentale per affermare che “l’Italia ripudia la guerra” senza però aggiungere che la frase completa che apre quell’articolo è “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” ne è un altro chiaro esempio.

Nel primo caso lo scopo del manipolatore di turno è quello di portare chi legge/ascolta a concentrare l’attenzione sulla parola “popolo”, parola tanto cara ai tanti populisti ed ai numerosi demagoghi, allo scopo di sollecitare gli istinti delle folle, ben sapendo che queste non aspettano che questo richiamo.

Nel secondo le parole obiettivo sulle quali il manipolatore vuole accendere i riflettori sono “ripudia la guerra”, stando bene attento a mantenere nascoste, in ombra, quelle immediatamente successive, che dicono “come strumento di offesa”, dal momento che altrimenti (con la limitazione di campo che quelle parole indicano) il suo giochetto potrebbe venir fuori.

In entrambi i casi lo scopo, evidente, che il manipolatore di turno vuole ottenere è quello di far vedere/sentire solo una parte della realtà, quella che fa comodo alla tesi che vuole sostenere, a quella realtà artificiale che vuole creare manipolando a suo piacimento, come fossero di argilla, le parole che descrivono la realtà vera, che pure esiste.

Ma in entrambi i casi, così come in tanti altri, è facile smascherare il manipolatore di turno.

Sempre che si sia informati su quello che accade, e sul perché accade, o che lo si voglia essere.

Sempre che non si preferisca restare nella caverna, ad osservare le ombre, illudendosi che siano la realtà.

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