Chi può mai essere rappresentante in una società di mediocri?

4 Lug

Da diversi anni ormai la democrazia sta dimostrando sempre di più il suo carattere illusorio, il suo essere fondamentalmente un ideale, un’idea irrealizzabile.

Un’utopia, qualcosa che non esiste e che quindi non si può realizzare.

Ma, soprattutto, quello che la democrazia sta rivelando di sé è il suo essere incapace di rimediare alle sue degenerazioni.

Emerge quella che è una semplice verità, nota da sempre e nello stesso tempo da sempre ignorata: la democrazia non è uno strumento efficace per tutte le situazioni, in tutti i tempi, sempre e comunque.

Sempre di più ci si sta rendendo conto che quello che promette non sono che sogni, risposte teoriche a bisogni concreti.

In particolare, quello che in questi anni si sta dimostrando illusorio, ingannevole, è il concetto di democrazia rappresentativa.

L’idea cioè che alcune centinaia di individui possano effettivamente rappresentarne milioni si sta rivelando pura immaginazione.

Ma prima di tutto sta dimostrando di essere una cosa priva di senso, una cosa illogica.

Cos’è che in questi anni sta rendendo evidente la finzione, l’illusione, l’inganno, su cui si basa, fin dall’antichità, il concetto di democrazia rappresentativa?

Sicuramente il dilagare della corruzione, l’evidenza degli incredibili privilegi della classe politica, la totale disattenzione dei rappresentanti verso i reali bisogni dei rappresentati.

Ma, soprattutto, a smascherare l’inganno è il fatto che le persone si stanno sempre di più rendendo conto che i loro problemi reali non solo non sono stati risolti da parte dei loro rappresentanti ma anzi, col passare degli anni, sono aumentati, di numero e d’intensità.

In molti, sia in Italia che in altri Paese europei, hanno reagito a questa mancanza di rappresentatività dando vita a nuovi movimenti politici, il cui seguito popolare sembra però nascere più dal bisogno di un cambiamento, comunque, che non da quello di una reale, effettiva, alternativa nel modo d’intendere la “cosa pubblica”.

A questo proposito c’è da dire che però, al di là delle sigle, queste “novità” si sono rivelate delle semplici forme di protesta, una protesta fine a se stessa, capace solo di proporre banali slogan anziché soluzioni concretamente praticabili.

E per di più queste “novità democratiche” hanno manifestato un netto rifiuto di un concetto fondamentale della democrazia, il compromesso.

Ignorando in tal modo che in democrazia, della quale pure parlano, non si può fare a meno del compromesso: è necessario infatti che ciascuno, nell’interesse generale, rinunci a qualcosa.

La democrazia non può essere ridotta, banalizzata, ridicolizzata, ad un segno su una scheda elettorale o ad un clic.

L’inganno sul quale si basa la democrazia rappresentativa è stato svelato anche dalla sua impotenza di fronte ai problemi reali: è davanti agli occhi di tutti l’assoluta inutilità dei cosiddetti rappresentanti.

Il dato che emerge con evidenza, a riprova dei limiti della democrazia rappresentativa, sta per l’appunto nel fatto che in definitiva questi “rappresentanti”, prima ancora che incapaci, incompetenti, sono sostanzialmente inutili.

L’aspetto paradossale è che possono risultare inutili anche se competenti.

È la loro inutilità, prima ancora della loro incompetenza, che dovrebbe preoccupare di più, soprattutto quei cittadini con problemi da risolvere.

A rendere infernale la situazione non è infatti soltanto la presenza di rappresentanti incompetenti ma la combinazione di questa presenza d’incapaci con la foresta inestricabile di norme che rendono impossibilitati ad agire, e quindi inutili, anche eventuali rappresentanti competenti.

Ad essere però prioritaria, in una comunità di persone, è la capacità di risoluzione dei problemi (almeno per quelle persone che non traggono benefici proprio dall’esistenza dei problemi).

Affidarsi, se si vuole che i problemi vengano risolti, a dei “rappresentanti”, pensando che questi, solo in quanto “rappresentanti”, siano in grado di risolverli, è una cosa semplicemente priva di senso, assurda.

Forse che in presenza di un grave problema di salute non si va alla ricerca del medico più competente, più capace, che dà maggiori garanzie di risoluzione del problema?

E cos’è una comunità di persone se non un organismo vivente?

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