A proposito del discorso di Puigdemont del 10 ottobre 2017

17 Ott

La vicenda catalana va assumendo, di ora in ora, toni surreali.

Sembra sempre di più la sceneggiatura di un film di Luis Buñuel.

La confusione regna sovrana, soprattutto dopo il discorso del 10 ottobre del presidente catalano.

A questo proposito, vale la pena di evidenziare che martedì scorso Puigdemont non ha né proclamato, né dichiarato, ha semplicemente assunto, fatto sua, la volontà espressa dal Parlamento catalano di trasformare la Catalogna in uno Stato indipendente, in forma di repubblica.

Quello che in tanti non capiscono (o fanno finta di non capire) è che nel mondo delle parole ve ne sono di quelle che, per l’ambito nel quale vengono dette e per chi le dice, non producono quello che dicono.

Ed è su questo aspetto che voglio soffermarmi (nel merito, constato che anche la questione catalana viene affrontata senza la necessaria conoscenza della materia e, soprattutto, con l’insopportabile zavorra dell’ideologia).

Perché le parole producano quello che dicono, perché lo facciano vivere, è necessario che ci sia un collegamento temporale tra la pronuncia di quelle parole e il fatto che quelle parole dicono.

Molto spesso esistono le parole ma non esiste il fatto che quelle parole dicono.

E un fatto non esiste per il semplice fatto che venga detto.

Non si tratta di vedere se quello che le parole dicono sia vero, ma se esista, nel momento in cui quelle parole vengono dette.

E perché ciò accada occorre che le parole siano pronunciate nell’ambito di determinate circostanze e da persone dotate della necessaria autorità.

E Puigdemont, anche se il 10 ottobre avesse detto “dichiaro la Catalogna Stato indipendente, in forma di repubblica (parole che non ha detto), avrebbe semplicemente pronunciato quelle parole, ma non avrebbe determinato, dicendole, il concretizzarsi del fatto che quelle parole dicono: Puigdemont, infatti, non può dichiarare l’indipendenza della Catalogna, dal momento che non ha l’autorità per farlo (questa autorità risiede nel Parlamento catalano).

Martedì scorso il presidente catalano ha invece proposto al Parlamento catalano di sospendere gli effetti della dichiarazione d’indipendenza.

E qui si è entrati nel regno dell’assurdo, dal momento che ha proposto di sospendere una cosa che non era stata dichiarata.

E nel mondo dell’assurdo, ragionare è semplicemente impossibile.

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