Tag Archives: metodo sperimentale

A proposito di Galileo Galilei

6 Ott

È col pensiero greco che, nel VII secolo a.C., ha inizio la scienza.

È in quel mondo infatti che affonda le proprie radici il pensiero scientifico, è in quell’epoca che nasce la logica, sublime invenzione dei filosofi greci.

Fu Talete (vissuto tra il VII e il VI secolo a.C.) che capì che l’altezza di una piramide e la lunghezza dell’ombra da questa proiettata erano legate dalla stessa relazione tra la sua altezza e la lunghezza della sua ombra (e questo, per qualsiasi oggetto).

Ma la vera rivoluzione nella millenaria storia del pensiero scientifico è quella che si è avuta con Galileo Galilei, il vero padre della scienza moderna.

È a Galileo infatti che si deve la creazione del metodo sperimentale, in forza del quale la verità scientifica si fonda sull’esperimento, e solo su questo.

Qualsiasi teoria, pur se bellissima, pur se logicamente perfetta, in realtà non ha alcun valore se non viene confermata per via sperimentale.

Il metodo di Galileo fa capire che c’è una netta differenza tra basare le proprie convinzioni su un ragionamento astratto e fondarle invece sull’osservazione della realtà.

La caratteristica del metodo sperimentale è quella di essere induttivo, l’esatto opposto di quello aristotelico.

Cerca di capire le leggi della natura attraverso lo studio dei loro effetti, per poi da questi risalire alle cause (furono gli antichi filosofi greci i primi a pensare non solo che esistessero leggi della natura ma che si potesse anche arrivare a scoprirle).

Come ogni sovvertitore dell’ordine costituito, a maggior ragione se il sovvertimento svela pregresse falsità, Galileo fu sottoposto a numerosi e violenti attacchi.

E non sorprende affatto che i primi ad attaccare Galileo siano stati suoi “colleghi” (avviene anche nei tempi moderni).

La sua rivoluzione ne metteva infatti in discussione dogmi e metodi.

E per questo, il prezzo che gli fu fatto pagare fu molto alto, in primis da parte di tanti intellettuali (sia prima che dopo gli attacchi della Chiesa cattolica).

Ad attaccarlo furono anche persone considerate “illuminate”, come Martin Lutero e Giovanni Calvino.

Il dato sconfortante è che Galileo venga ancora oggi ricordato più che per gli enormi contributi che diede alla fisica, ed alla cultura in generale, per la persecuzione che dovette subire ad opera dell’Inquisizione.

Eppur si muove”, sono le prime parole che vengono comunemente associate a Galileo, quelle che secondo la leggenda lo scienziato pisano avrebbe pronunciato uscendo dal Tribunale dell’Inquisizione, nel 1633, dopo essere stato costretto a rinnegare le sue teorie astronomiche.

In realtà quelle parole Galileo non le pronunciò mai.

Sembra proprio una specie di contrappasso dantesco: il creatore del metodo sperimentale, in forza del quale una proposizione può essere giudicata vera solo se confermata, per via sperimentale, dalla realtà, condannato ad essere ricordato per una frase che in realtà non esiste, non esistendo di essa alcuna conferma.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: